Calabria Magazine

giovedì 4 marzo 2010

Iniziative per il Parco nazionale del Pollino: intesa con Wwf e Lottomatica

pinoloricato Un polifunzionale al servizio delle comunità del Parco,
delle sue attività e della fruizione. E' quello che sarà costruito a Campotenese,
nel comune di Morano Calabro, presentato alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo)
dal presidente del Parco, Domenico Pappaterra, dal direttore dell'Ente, Annibale
Formica, dal sindaco di Morano Calabro, Francesco Di Leone e dall'arch. Mario
Cucinella, che lo ha progettato.
ITra le iniziative per il Parco, Lottomatica finanzia intervento di forestazione nel Parco.
 Più di duemila alberi saranno piantati nel Parco Nazionale del Pollino per
compensare le emissioni di CO2 generate dalla produzione delle schedine del Gioco
del Lotto nel 2009. Lottomatica, con i fondi del Gioco del Lotto, avvia l'importante
progetto legato a "Parchi per Kyoto". Nell'area protetta calabro-lucana il Comitato
Parchi per Kyoto realizzerà, infatti, un intervento di forestazione, reso possibile
dal contributo di Lottomatica con i fondi del Gioco del Lotto. L'intervento avrà
luogo su cinque ettari all'interno del territorio di Morano Calabro, in Calabria,
dove troveranno posto 2.200 esemplari di Pino Loricato e Pino Nero.

Inoltre, i Presidenti dei Parchi Nazionali del Pollino,dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, del Cilento-Vallo di Diano e del WWF
Italia hanno firmato a Roma, il protocollo d’intesa per la realizzazione di un
progetto di “area vasta” per la conservazione della Biodiversità nei territori dei
tre Parchi Nazionali.
L’area, riconosciuta come area prioritaria all’interno del processo di conservazione
ecoregionale del WWF internazionale, riveste una grande importanza per la presenza
di numerose specie di uccelli, mammiferi, anfibi e rettili, oltre che importanti
specie vegetali. Tra le molte specie di interesse conservazionistico sono presenti
la lontra, il lupo, il gatto selvatico e il capriolo italico, la cicogna nera, il
picchio rosso mezzano, rapaci come il capovaccaio, il nibbio reale, il lanario e
endemismi floristici, ovvero specie presenti solo in quest’area, tra cui la Primula
di Palinuro. L’area occupa una superficie di ben 441mila ettari e ospita anche una
rete idrografica superficiale di estremo valore con corsi d’acqua come il Sele, il
Calore, il Basento, l’Agri e l’Ofanto.
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