
Nella prefazione curata da Antonio Nicaso il business della mafia albanese
Dall’Adriatico a bordo dei gommoni, che un tempo trasportavano clandestini, oggi arrivano droga, armi e schiave. Si tratta del nuovo business della mafia albanese, clan potenti e rafforzati grazie ai loro vincoli di sangue, legami forti proprio come quelli della ‘ndrangheta. Ha il sapore dell’inchiesta giornalistica, il nuovo libro edito dai tipi della Pellegrini, “Banditi e schiave” scritto dai giornalisti Arcangelo Badolati, caposervizio a Cosenza di Gazzetta del Sud e Giovanni Pastore vice caposervizio dello stesso quotidiano. Il libro composto da 152 pagine e fresco di stampa, nella prefazione è curato da uno dei massimi esperti di organizzazioni criminali a livello mondiale e direttore della collana Mafie, Antonio Nicaso. Mentre, l’introduzione del volume è stata scritta dal giornalista Attilio Sabato.Banditi e schiave- come si legge nella prefazione - ha la capacità di scrutare in ambienti poco conosciuti e, di conseguenza, fortemente sottovalutati. La pubblicazione dei due cronisti, che da anni si occupano di cronaca giudiziaria seguendo i più importanti processi di mafia celebrati in Calabria, si legge tutta d’un fiato, grazie alla scrittura incisiva dei due giornalisti, attraverso storie di violenze, abusi e omicidi. Soprattutto – come scrive Nicaso – questo libro colma un vuoto dovuto alla mancanza di studi seri e approfonditi sulla mafia albanese. Dalla prefazione in questo volume si parla anche d’inchieste non ancora approdate al dibattimento o processi che finora non sono arrivati a sentenza definitiva. Per tutti i protagonisti di tali vicende vale, quindi, la presunzione d’innocenza.Come dire un libro avvincente da non perdere.Angela Mendicino
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