Calabria Magazine

lunedì 11 gennaio 2010

La Calabria onesta oggi in piazza a Rosarno per dire "Non siamo razzisti"

Forse la 'ndrangheta dietro la rivolta dei giorni scorsi

E si è subito pronti a puntare il dito contro i calabresi. In seguito agli incidenti di Rosarno, alla rivolta degli immigrati, la cittadina della provincia di Reggio viene descritta attraverso media nazionali come culla di razzismo e xenofobia. Ma le cose non stanno così. La Calabria per bene non ci sta. Oggi, 11 gennaio, i cittadini onesti scenderanno in piazza per manifestare il proprio sdegno contro i fatti accaduti e contro chi vuole tacciarli di razzismo. Ancora. Sempre in data odierna è in programma un vertice con il Procuratore, Giuseppe Creazzo.
Al momento la situazione a Rosarno è monitorata dalle Forze dell'Ordine che hanno seguito il trasferimento dei cittadini africani, alcuni comunque, in possesso di regolare permesso di soggiorno, che hanno definitivamente sgomberato i capannoni delle ex fabbriche in cui avevano trovato riparo in condizioni indigenti. Si trattava, infatti, di baraccopoli fatte di cartone e plastica senza servizi igienici e acqua potabile.
Secondo quanto fanno sapere dalla Questura di Reggio, 428 cittadini sono stati trasferiti con appositi pullman nel centro di prima accoglienza di Crotone, altri 400 in quello di Bari, mentre, circa 300 di loro hanno lasciato Rosarno con treni diretti verso Nord.
La guerriglia scoppiata nei giorni scorsi ha fatto registrare ventuno migranti feriti, ma non in modo grave, di cui otto ricoverati ancora in ospedale e 14 rosarnesi medicati presso il nosocomio cittadino. Sono state arrestate in tutto 10 persone di cui 7 immigrati e 3 abitanti di Rosarno. Gli investigatori, intanto procedono con il loro lavoro cercando di rintracciare i motivi alla base della rivolta, scaturita, ricordiamo, dal ferimento di colpi esplosi da due persone non identificate ai danni di altrettanti migranti.
Secondo quanto riferito dal Procuratore nazionale antimafia, Alberto Cisterna, a sparare contro gli immigrati sarebbero stati rampolli della 'ndrangheta per far vedere che sono loro a controllare il territorio. Anche il ministro dell'Interno, Maroni, ha detto che dietro la rivolta potrebbe esserci stata la mano delle 'ndrine locali.
Un'accusa è stata levata anche contro lo Stato, considerato assente nei territori calabresi specie per quanto riguarda la questione immigrazione e lavoro irregolare, così è stato riportato in una intervista dal sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi.
Angela Mendicino

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