I familiari della vittima avevano chiamato i medici che non hanno ritenuto opportuno il ricovero
Il nome di un medico del 118 è stato scritto sul registro degli indagati nell'ambito delle indagini tese a far luce sulle cause della morte di
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Maria Minore, casalinga di 57 anni, di Sant'Onofrio. Nel giorno di Pasqua, infatti, un avviso di garanzia - emesso dal sostituto procuratore Fabrizio Garofalo, è stato notificato dai carabinieri al sanitario - si tratta di A. A. di 40 anni -. Allo stesso tempo l'atto è stato notificato ai familiari della donna con l'avvertenza che, nella giornata di oggi, sarà effettuata l'autopsia sul corpo della congiunta. La salma, infatti, nell'immediatezza del decesso - avvenuto sabato mattina intorno alle 11,30, poco dopo l'arrivo della donna al pronto soccorso dell'ospedale Jazzolino - era stata posta dal magistrato di turno a disposizione dell'autorità giudiziaria. Inoltre nella stessa mattinata di sabato i carabinieri della Stazione, intervenuti in ospedale dopo la denuncia dei familiari della casalinga (rappresentati dall'avv. Giulio Capria), avevano sequestrato la cartella clinica e sentito alcune persone informate sui fatti. Ulteriori interrogatori sono stati svolti dai militari - coordinati dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, comandante della Stazione - anche nella giornata di ieri. Insomma obiettivo del magistrato e degli investigatori è quello di riuscire a ricostruire, in modo chiaro, la sequenza dei fatti accaduti nella giornata di sabato. Ciò allo scopo di capire se ci siano o meno singole responsabilità (qualora ci fossero il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo) in quanto, per questo caso, non verrebbe messa in alcun modo in discussione la struttura ospedaliera. Comunque elementi utili alle indagini - in particolar modo in relazione alle cause del decesso - le potrà fornire l'autopsia in programma per oggi. Da quanto emerso la signora Maria Minore sabato mattina aveva accusato malesseri, tali da richiedere l'intervento del 118. Visitata a domicilio le sarebbe stata praticata una terapia ma non sarebbe stato ritenuto opportuno il ricovero. A distanza di circa un'ora, però, le condizioni della donna si sono ulteriormente aggravate. Nuovo ricorso al 118 con conseguente ricovero della cinquantasettenne che però è deceduta verso le 11,30, poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell'ospedale Jazzolino. Un epilogo drammatico - dietro il quale si ipotizza un caso di presunta malasanità - che ha provocato la reazione dei familiari della casalinga i quali si sono rivolti ai carabinieri della Stazione sporgendo denuncia. Da qui l'intervento del luogotenente Lopreiato e dei suoi uomini, l'apertura di un fascicolo da parte del sostituto procuratore Garofalo, a cui è seguito domenica di Pasqua l'avviso di garanzia nei confronti del sanitario del servizio d'emergenza. Un atto dovuto al fine di consentire al professionista iscritto sul registro degli indagati di procedere con eventuali iniziative a tutela del suo operato e alla parte offesa - in questo caso la famiglia della donna - di adottare, a sua volta, le iniziative volte a garantire l'accertamento della verità. (Antonio Nesci)
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